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CHE
NE DICONO? ::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: MusicbOOm.net
(01-03-2002) BlowUp
(03-2002) Atalante (04-2002) (rivista multimediale di Arte, Cinema, Musica e teatro del DAMS di Torino) Degli ultimi anni s'è affermata una tendenza, tra alcuni produttori, ad unire quella che un tempo era l'elettronica con certe forme del rock, tutto in una chiave "industrial". Attuali nomi tutelari di questo anti-genere sono i Chemical Brothers ed i Prodigy, a livello internazionale; in Italia ci provano i SubSonica ed i Planet Funk, che però adottano basi house e suggestioni funk. A Udine tentano quelli della RiotMaKer, che dichiarano: siamo "un'etichetta discografica totalmente indipendente. Nonostante questo siamo felici." ed hanno ragione di esserlo. La loro compilation esalta un groove accattivante ed un uso dei campionamenti, come degli strumenti "classici", ottimo per i club. La traccia che forse rende meglio il rapporto tra la tradizione e le nuove tendenze è "whale grotto" di Amari; molto interessanti anche "hevi medol" dei Misha e "baby caribe" dei Phun-Phool-Llah, entrambe di stampo marcatamente elettronico. Come sempre, tra le proposte delle case discografiche indipendenti c'è un potenziale artistico enorme, specie se proporzionato a quello del resto del mercato che è decisamente stantio. Quindi fatevi un favore: lavatevi le orecchie e contattate la RiotMaKer "potreste migliorare la qualità della vostra vita". [dav.7] ::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: Sodapop.it (09-2003) Questa compilation della label friulana Riotmaker raccoglie realtà musicali tra loro diverse, accomunate da quella voglia onesta e spontanea di fare musica diversa da solito, senza per questo farsi troppo notare. Un tripudio di idee che forse non sempre vengono incanalate nella giusta direzione ma che suonano fresche e vive, e la cosa fa ancora più piacere se la realtà di cui stiamo parlando è tutta italiana. Per Pasta, Luka Carnifull e soci tutto ciò è molto più che un semplice passatempo, anche se non te lo fanno pesare. Ma la cosa più importante è che da queste parti nessuno sembra prendersi troppo sul serio. Il loro sito è carinissimo con quella grafica da Commodore 64, quelle frasi semplici: a volte sibilline, a volte quasi ingenue e infantili. Insomma, per entrare in questo minuscolo mondo avere l'animo un po' da nerd sembra essere la parola d'ordine. Il sampler in questione, composto prevalentemente da pezzi strumentali, rappresenta in copertina uno strano personaggio che sta, per via di somiglianza, tra Pierangelo Bertoli e Silvio Orlando. E invece mi dicono sia un tipo che si aggira per le strade di Udine conosciuto come "il figlio del vento". Vai a sapere come stanno le cose. Sfuggevole a qualsiasi etichettamento, la rivelazione Fare Soldi apre le danze con il groove di Strozzando Il Serpente , seguito da Es che con Mark 1 offre un bell’esempio di spedito andamento lo-fi alternato a ritmi più post. Hevi Medol (?) torna su ritmi danzerecci fatti apposta per gente che non vuole schiodarsi dalla sedia. Forse il brano migliore del lotto è Dawnset dei Carne De Res : partenza rarefatta, esplosione di chitarre, ritorno sottotono e via di nuovo alle chitarre. Bravi. Proseguono i Riccio Bianco , ennesimo progetto che comprende membri di Amari , con The Mac Gyver Of Situation (track che si merita la menzione solo per il titolo) e il beat di Baby Caribe dei Phun-Phool-Llah : un concentrato di understatement calato nella dance music. Stesso discorso per la scratchata Whale Grotto di Amari e l'indietronica Back To Seymandi (ma ve li ricordate i tempi di Superclassifica Show?) del factotum Luka Carnifull . Chiude il tutto Aidoru con la suite Nero, un brano decisamente fuori contesto con quell'inizio rock'n'roll condito da aperture neo prog in coda. Marcello Ferri |
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