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| Qui trovate tutte le belle parole spese per Fare Soldi, e soprattutto le terribili atrocità dichiarate con leggerezza dai temibili cialtroni che l’hanno composto. |
| REVIEWS |
| Alternatizine.com
xx/10/05 Fare Soldi mi suggerisce che i tempi cambiano e, finiti quelli di “A nation under a groove” di funkadelica memoria, sono sopravvenuti quelli della “grande cassa”, il sol dell’avvenire della ritmica degli ultimi vent’anni. Ma i nostri mentono, che questi undici brani non nascono sotto l’egida del beat in quarti.. Sotto c’è il funky, quello più fatty ed elettronico tanto in voga tra fine ’70 e inizio ’80. Ma non solo, c’è amore per le citazioni cinematografiche, per la pubblicità, per i sogni preadolescenziali e, soprattutto, c’è la buona dose di ironia (leggete i titoli dei brani!) a cui la Riot Maker ci ha abituati. Tutte qualità, queste elencate, che non potevano mancare nel cd di Santana Pasta e Luka Carnifull, i veri responsabili di tutto ciò che esce per l’etichetta friulana reduce dal piccolo-grande successo di Scuola Furano. “La musica dei camion” è un omaggio ai Daft Punk e al tanto decantato (tempo fa) french touch con un divertente campionamento che non si capisce sia tratto da un vocalist “in pasta” o da un comizio di Umberto Bossi; “Oratorio faster” è un brano “pop” che ricorda certe cose dei Röyksopp ma con più groove; “Go go disco music” è una genialata che sembra uscire direttamente dalla colonna sonora di un film con Gloria Guida o di “Delitto al Blu Gay”; “Gli occhi di Bud Spencer” e “Kronos alte” ci rivelano l’amore per l’armonica a bocca mentre “Militari che ridono” quello per i Tortoise.“Primi baffi” è un brano pop che rammenta quant’è difficile essere adolescenti; poi c’è “Le aziende informano” che dimostra la bravura nel maneggiare i samples insinuando dubbi tipo “falegnami e radiazioni ionizzanti vanno a braccetto?”; “Big in jpg” è il secondo brano pop, ma sempre a modo loro; “Calippo dappertutto” mette da parte ogni lascivia per ostentare il tanto amato electro-funk, il quale è ripreso pure dalla conclusiva “Benvenuto nel ’92, ragazzo del Phuturo” che non disdegna però influenze da italian disco music anni’90. Ed è proprio sul finale che viene rivelato l’arcano mistero: era proprio un vocalist e la sua “botta veramente alta”! Ergo, lunga vita a Fare Soldi e alla Riot Maker, per le risate che ci fanno fare e per la qualità delle uscite. Provare per credere! Matteo Muggianu |
| indiepop.it
04/06/05 Il dibattito fra me e me se collocare questa sfiziosa opera nel calderone dell’indiepop per quanto in “E-zone” è risolto in meno di un secondo: lo è, o meglio lo è anche. Se nel primo disco, omonimo del 2002, l’uso dell’elettronica da parte dei friulani Fare $oldi si assestava su binari più tranquilli e pensive, in One nation under a grande cassa si mollano gli ormeggi e si viaggia nel mare caldo e melassoso dei beat, sulla falsariga dei dirimpettai Scuola Furano, dei quali appaiono più intellettuali ma non meno groovy. Questo nell’anno che assegna a Riotmaker la palma di etichetta più innovatrice e stravagante d’Italia, con i capifila Amari a spostare più in là gli steccati fra hiphop e canzone (indie) tradizionale. Gli spunti che bombardano l’ascoltatore di “One nation under a grande cassa” sono veramente multipli e discordanti, a partire dal booklet in cui campeggia un sole che indossa occhiali da sole… anni novanta a manetta, nei claims dei disco-speaker idioti, nell’andazzo french touch di Daft Punk (“Militari che gridano”), nei Beastie Boys, nella deriva del nordest aziendalista (“Le aziende informano”, ça va, cut-up pazzesco di pubblicità radiofoniche), nei nostri giorni liceali quando “il mondo si regge su una spalla sola” come lo zaino di “Primi baffi”, madeleine avvelenata. Un minuto di “Go go disco music” vale più di ore di revival propinato dalle major e da NME, la ‘el guapo-bossa’ di “Oratorio faster” è da loop continuativo: il disco dell’estate che finisce, o altrettanto probabilmente il sussidiario fin troppo illustrato della nostra e peggiore giovinezza. Enrico Veronese |
| Pig
Magazine 25/07/05 E’ il motivetto di “The Final Countdown” degli Europe che ci risucchia in un nuovo vortice citazionista targato ancora una volta Riotmaker records. Dopo l’ottimo debutto degli Scuola Furano tocca a Santana Pasta e Luka Carnifull (alias Fare $oldi) ribattere colpo su colpo. Casse grasse, bassi obesi, spot, Eurodance, French Touch, cultura (?) nazionalpopolare e dotte citazioni musicali (Funkadelic, Daft Punk, Tortoise…) fanno del secondo album del folle duo il disco dell’estate Made In Italy. |
| Kathodik.it
04/06/05 I Fare Soldi (ovvero Santana Pasta e Luka Carnifull) hanno reso pubblico il loro esordio nel 2002, riassumendo col “pastiche” eccentrico di quel CD omonimo l’attitudine folle, ludica e sottilmente elaborata delle produzioni Riotmaker, etichetta discografica originale e visionaria (possiamo citare Amari e Scuola Furano, per capirci meglio: specialmente questi ultimi hanno diverse cose in comune con Santana e Luka). Oggi tornano con “One Nation Under A Grande Cassa”: le rigogliose strutture ritmiche della black music (Calippo dappertutto, con alla chitarra Giò Trabant), il brio della discomusic (Go Go disco music!) e i campioni sopra le righe (il DJ flippato nel brano iniziale e in quello finale, Alberto Sordi…) ci sono tutti, anche se l’album ha un suono lievemente più serio (se possiamo utilizzare questo aggettivo) dell’opera prima. In particolare, i due friulani paiono percorrere un binario parallelo a certe esperienze statunitensi più o meno recenti: gli Aluminum Group e i Sea And Cake nella cantabilità di Oratorio faster - grazie anche a Leo Fresco – e Primi baffi (pop intelligente e apparentemente liscio come l’olio, apparentemente… poi il testo dell’ultima è acuto nella sua iperrealtà), i Tortoise più latini e leggeri nell’inizio della conclusiva Benvenuto nel ’92, ragazzo del Phuturo (incredibilmente mischiati a un bel po’ di dance music, però… d’altronde il succitato giovane aleggiava anche sui banchi della Scuola Furano). La caratteristica dei Fare Soldi rimane comunque quella – in comune con le altre proposte d’eccellenza della Riotmaker – di suonare straordinariamente “bene”: di far sembrare freschi ed attuali elementi apparentemente retrò (il coro anni Ottanta “paninari” di Militari che gridano (ode 2 Tortoise), ad esempio), di essere radicati in profondità nel 2005 come pochissimi altri (sentire Big In jpg). Se fossimo banalmente esterofili potremmo parlare di Daft Punk italiani: ma i friulani non hanno nulla da imparare dal duo transalpino, a partire dai titoli dei brani (La musica dei camion, Gli occhi di Bud Spencer). Per esprimere ammirazione: faresoldi@riotmaker.net (ma contattateli dopo la merenda). Marco Fiori |
| polaroid.blogspot.com
30/07/05 Un di$co per l'e$tate Fare $oldi - 'One Nation Under A Grande Cassa'Finalmente tornano a farsi sentire i vincitori del Best Band Name Award, i friulani Fare $oldi, con un nuovo album che cita i Funkadelic nel titolo, ma che dentro mescola Bud Spencer con Fischerspooner e l'oratorio con i Phoenix. Un album capace di portarti in vacanza a Ibiza insieme ai Tortoise, di farti rimettere ai piedi le Kronos alte per giocare come Dalipagic e che sopra ogni cosa non ti fa mancare una generosa dose di glassa Daft Punk. Mi si dice che One Nation Under A Grande Cassa è "il disco per l'estate" di casa Riot Maker, e io sono d'accordo. Perché me lo vedo davvero questo Ragazzo del phuturo, lo stesso che poi sarà protagonista di Primi baffi (ideale b-side di Campo minato), entrare nel bar della spiaggia tenuto per mano dal nonno, e andare a comprarsi un Calippo ed è pomeriggio e alla radio c'è questa canzone veloce che ripete "tu sai le cose che non oso chiederti", ed è strana, però fo-orte, e allora lo prende una strana euforia non proprio da bambino, e intuisce che dietro un titolo come Big in JPG non si nasconde solo un arguto gioco di parole, ma un pezzo colorato dei suoi ricordi dell'estate. Per sempre. E sorride. Enzo |
| Enver.splinder.it
18/07/05 E leviamoci il cappello di fronte al ritorno di Fare $oldi: il duo furlàn lascia alle spalle l'ottimo debutto del 2002 per presentarsi in veste più saltellante. Più intellettuali ma non meno groovaioli dei compagni di etichetta / filosofia / estetica Scuola Furano, Pasta e Carnifull sfondano con una pletora di samples culturali, che tratteggiano un immaginario dove sono di casa i Beastie Boys, le schiacciate dell'NBA e la peggiore provincia(lità) italiana. Fin dal pieghevole booklet col suo sole con occhiali da sole (geniale) l'irriverenza non è mai fine a se stessa: il 'mondo che si regge su una spalla sola', come un zaino, nella realistica 'Primi baffi' (l'educazione sentimentale spiegata ai nerd) fa pendant con il vocalist che in discoteca prima chiede sia spostata una Golf nera (immagino l'anatema di Michele Serra), poi saluta le varie tribù convenute... così come l'irresistibile 'Go go disco music' è degna contraltare del blob di inserzioni pubblicitarie nelle radio locali chiamato 'Le aziende informano' ("e questo è il castagno, ma non abbastanza. più poteri di un falegname"). Dal sito è mutuata questa 'Oratorio faster', che nasce bossa atomica e incede guapa... Se pure io che non sono fanatico del genere ho in loop questo disco da tre giorni, qualcosa vorrà pur dire... alla faccia degli sbracamenti, del tutto si giustifica, del 'eh ma Gwen Stefani ha fatto un bel lavoro". Pussa via. Questa è Intelligent Dance Music. Enrico Veronese |
| Il
Mucchio : 11/07/2005 Ormai sta diventando un po’ un luogo comune dirlo, ma la Riotmaker č effettivamente da tenere d’occhio: in attesa del nuovo lavoro degli Amari, gli Scuola Furano sono andati addirittura a lambire le acque di Mtv senza avere particolari raccomandazioni alle spalle o zii parlamentari, e ora lo spin-off Fare $oldi (ditta messa su per il tempo libero dai due leader dell’etichetta, Pasta e Luka Carnifull) torna in pista con un album molto pių centrato e consistente rispetto al materiale sfornato prima. In tutto questo, ci si cimenta in territori che non sono abituali dalle nostre parti: per certi versi parrebbe di stare in Francia, elettronica creativa col gusto del modernariato anni ’80 (pių una sfumatura alla Phoenix). E quando diciamo creativa, lo intendiamo veramente: “One Nation Under A Grande Cassa” ha un arsenale di campionamenti che basterebbe da solo a coprire l’intera discografia dance italiana di un anno. Potenzialmente tutto molto divertente, sė, e spesso non solo potenzialmente: manca forse un po’ di amalgama, quella sfumatura impercettibile che aiuta a legare e a dare consistenza al proprio suono. Materia in cui sono i maestri i Daft Punk, anzi, ne sono cosė maestri che si divertono a prenderci in giro costruendo brani basati su un unico loop. Cosa che i Fare $oldi non faranno mai, sono troppo innamorati del loro eclettismo nell’assemblare tremila schegge sonore buone per essere virate in salsa dance; ma se col tempo e col mestiere acquisissero un po’ del “tremendismo” daftpunkiano, potrebbero fare il botto. E non intendiamo solo in Italia Damir Ivic |
| Blowup
: 07/2005 Un po' per volta la Riotmaker consolida la sua fama di label di culto, e dopo il colpaccio di Scuola Furano i Fare Soldi, all'approdo del secondo album, potrebbero esserne il logico seguito. Santana Pasta e Luka Carnifull, i due componenti del gruppo, operano infatti una scelta stilistica piu' netta rispetto all'esordio, che li vede abbandonare le pulsioni indie e rock in favore di un sound decisamente piu' orientato alla dance. Questo album, che si annuncia funky fin dall'ovvio riferimento del titolo, è infatti essenzialmente alimentato a forza di disco music, umori daftpunkiani, fantasia a chili, campionamenti surreali. Magistrale in tal senso l'apertura di La musica dei camion, spettacolare l'effetto "post-disco" di Gli occhi di Bud Spencer con la sua chitarrina in linea solista, funkadelica l'impostazione della strumentale Calippo dappertutto; e poi per un pezzo virato piu' techno come Militari che gridano, tra Underworld e Depeche Mode, una canzone come Primi Baffi potrebbe classificare i Fare Soldi come i Phoenix italiani-oppure, se preferite, una riedizione consapevolmente becera dell'alan Sorrenti di fine anni '70. Ovviamente, il tutto è servito con un sense of humour in grandissima evidenza (si senta solo il collage di campionamenti da spot pubblicitari di Le aziende informano), che rende il divertimento pericolosamente contagioso... e questo disco uno dei piu' entusiasmanti prodotti dell'underground italico del 2005. (7/8). Bizarre |
| Il
Messaggero : 26/06/2005 Riotmaker, la piccola etichetta indipendente udinese ci riprova: è uscito in questi giorni One Nation Under a Grande Cassa, il disco di Faresoldi, nome dietro al quale si celano le due menti della label friulana: Davide Piva, meglio conosciuto come Pasta, e Luka Carnifull. Ci è voluto un lavoro lungo per arrivare a questo album, che non manca di riproporre quelli che, se non sono marchi di fabbrica, costituiscono quantomeno delle costanti nei loro dischi: Il gusto per un certo trash ripreso dalla dance di fine anni Ottanta-inizi Novanta, e l'ironia, spesso tagliente, con la quale utilizzano i materiali. C'è un po' di tutto in One Nation che i Riotmaker boys definiscono, canzonandosi "un bignami del cattivo gusto" anche se facilmente riconducibile alla dance, sarebbe in effetti riduttivo non vederci quanto Carnifull e Pasta abbiano assorbito e riletto lezioni provenienti dagli ambiti piu disparati, dalla discomusic all'elettronica e a certo rock, mischiati e sporcati con inserti, vocali quelli piu divertenti, che portano il marchio faresoldi. Utilizzano campionatori, sintetizzatori e computer, insomma un fare musica nel quale dominano le macchine, a dar corpo a suggestioni schizofreniche, folli idee, compresse e imbavagliate da anni, che finalmente trovano un varco e prendono corpo in One Nation che dicono ancora i due - "potevamo produrci solo da noi". E la probabilità che la folle impresa incassi consensi è tutt'altro che lontana: il disco è piacevole ed equilibrato, alterna pezzi che fanno muovere, perfetti per girare con l'estate appena arrivata, come la traccia di apertura "la musica dei camion" "big in jpg" e "benvenuto nel 92, ragazzo del phuturo" la nostra preferita, a pezzi intimisti come "Oratorio faster" e "Primi baffi", nei quali rimangono piu riconoscibili gli accenti indie rock. Le influenze da citare, considerando l'attitudine di chi usa tutto e non butta niente, sarebbero troppe, ma per fare un nome non si possono dimenticare i Daft Punk. Maura Delle Case |
| Il
Gazzettino : 12/06/2005 A memoria dovrebbero essere i primi. I primi musicisti regionali senza una major alle spalle ad essere approdati a Mtv, "la" televisione musicale per eccellenza. Parliamo di Scuola Furano, il duo goriziano di elettronica trendy che un paio di settimane fa è stato ospite fisso del programma cult "Brand new", contenitore di nuovi ritmi ed elettronica "colta" vicina alla dance, per presentare il suo primo video "Chocolate glazed". Scuola Furano è solo uno dei tanti progetti, però, della microetichetta udinese Riotmaker, che ha appena dato alle stampe un altro album immediatamente accolto con entusiasmo dalla stampa di settore: quello dell'ensemble ribattezzato Fare Soldi, un progetto collaterale dei due "boss" dell'etichetta, il cantautore atipico Luka Carnifull e il rapper pentito Santana Pasta, che nel frattempo sta ultimando il quarto album degli Amari, altra band friulana pronta per il lancio nazionale. Il tocco della Riotmaker non manca anche in questa ultima produzione, intitolata con il consueto gusto per il recupero del passato musicale "One nation under a grande cassa": una citazione diretta al funky di fine anni '70, anche se le atmosfere dell'album sono piuttosto quelle dell'electro-dance dei primi anni '80 (quando i due musicisti in questione erano dei pargoli...). Un genere sempre vituperato dagli ascoltatori "colti" in Italia, e finalmente sdoganato con gusto e amore (anche per il trash, naturalmente) da una formazione che non ha nulla da invidiare ai trendsetter dello stile in circolazione. Pur partendo, ovviamente, da una situazione produttiva completamente "casalinga". Mai prima d'ora però la "bedroom music", la musica nata virtualmente nella propria cameretta grazie a computer, campionatori e tastierine analogiche, era arrivata a un prodotto così elaborato e convincente. Palate di ritmo e altrettante di ironia si presentano già nell'iniziale "La musica dei camion", e continuano in "Calippo dappertutto", "Gli occhi di Bud Spencer" o "Militari che gridano". L'approccio melodico che entrambi i musicisti usano nei rispettivi progetti "principali" si nota invece in "Oratorio faster" e "Primi baffi", dove non bisogna avere paura di parlare apertamente di pop di qualità. Andrea Ioime |
| Rumore:
06/2005 Dopo due minuti di placido strumentale arriva la voce del vocalist che invita la platea a "spostare una Golf GT nera" dal parcheggio della discoteca. Allo stesso figuro è affidata la chiosa del disco in un esilarante e delirante monologo da fine serata degno delle più folli notti dell'italo-disco di metà anni 90. E' a questo passato recente che si rifanno i due Fare Soldi (nick sotto il quale si celano gli stessi fondatori della label friulana): un tempo di certo metabolizzato ma non dimenticato. A colpi di ironia vengono dissepolti ritmi cafoni da tripudio dance del decennio scorso (quanti bei pomeriggi passati ad ascoltare il Deejay Time) impastandoli con un gusto per la melodia pop e, soprattutto, una cura dei suoni fuori dal comune. Se l'apripista Oratorio faster sembra la risposta italiana ai Phoenix molto del resto (Benvenuto nel '92 ragazzo del Phuturo) si regge su casse più robuste e sorrisi a 36 denti. Skit e campionamenti cinematografici completano un quadro tanto isterico quanto coinvolgente. Prove tecniche di revisionismo elettronico? Andrea Girolami |
| Il
Piccolo 30/05/2005 La Riotmaker sembra pronta per conquistare il mercato italiano. L'etichetta discografica di Udine produce ottima musica dal '99. A goccia cinese. Ora i tempi sono maturi per il grande salto. Dopo l'apparizione di Scuola Furano a Mtv e l'hype generato dagli Amari. Il secondo album di Fare Soldi (Pasta & Carnifull) conferma quanto di buono fatto sino ad oggi. Alzando la posta in gioco con un lavoro fortemente ispirato. House, italo dance. Ironica ed underground (ancora per poco). |
| loser
rock radio: 15/05/2005 House, italo disco, Cappella Anticappella, Outhere Brothers, Phoenix, mojito, lounge, XTC, coca e rum, cassa, Roni Size, Molella, Prezioso, Albertino, piach, c'è da spostare una macchina, Match Music Television, capodanno al Forum D'Assago, Beverly Hills 90210, Melrose Place (meno), Ezio Greggio, i Ragazzi Della III C, Corona, Lo Chiamavano Trinità, Continuavano a Chiamarlo Trinità, Armand Van Helden, Daft Punk, Claudio Cecchetto, Four Tet, un'altra cassa, Paolo Bonolis e Uan, Karaoke, i librogame, Double Dragon, Street Fighter, Datura, Usura, Il Sole, La Luna, La Sestreilla, Jam&Spoon, Festivalbar, Il Mio Amico Ultraman, Atari Jaguar, Amiga Cd, Los Quarenta, Tony H, megamixa, Number One, Nick The Nightfly, Jammin su Italia1, Federica Moro, College, Fargetta, in diretta dal Wlaky Cup, Acquafan, What'sUp rmx by Dj Miko, Etienne De Crecy, Future Sound Of London, Beck, Dj Shadow. Una Golf GT Andrea Girolami |
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